Francesca Pellegrino

Esmeralda Scalza sul carro del sole

Trasloco - Cambio Blog

Cambio casa
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Sarete i benvenuti!!!!!


 

Extralite

Sto moderatamente allegra
considerato che la felicità
è una fame che costa amore e lacrime
e il mio ventre
non ha più gli occhi per piangere.
Quindi, apparecchio un pezzo di tavola
un piatto di plastica, una forchetta
e bevo il vuoto della metà sbagliata
nel bicchiere. Per dimagrire.

Allo scirocco si fa il callo - Fragile

Festival "Il Montesardo" - Alessano LECCE
1 agosto 2009

poesie tratte da "Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni"
ed Kimerik 2009

Fisarmonica - Rocco Nigro
http://www.youtube.com/watch?v=qxbuHOEkzlY

 

In prima TV sulle nostre reti

Guardavamo
i pesci girarsi gli indici
dentro l'acquario.
Anche loro restavano sempre muti
lo sapevano che gli occhi
non smettono mai di avere fame
Che saremmo rimasti lì
a fissare la loro solitudine
per tutto il tempo in castrato
tra la fine di una guerra
e l'inizio di un'altra
con le macerie incollate addosso
e la memoria da ingannare.
E poi accendere la luce
per andare a dormire.

In diretta dal ventre

Ho mille anni di guerra
da dimenticare, perdonando
(dentro)
un giardino che ha sempre
fatto fiori finti
e addii, con una mano sola.
Tranne quell'unica volta 
che un grido c'era
ed era vera carneanima.
Lo chiamai figlio
e fu la sola pietra
della mia casa.

Ospite di Neobar di Abele longo

Neobar di Abele Longo, mi ospita
http://neobar.wordpress.com/2009/08/12/francesca-pellegrino-forbici/

Forbici - di Francesca Pellegrino

da "Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni"
editrice Kimerik 2009

musica di Gianni Donnigio Donvito

(grazie)
di FscaPellegrino | agosto 13, 2009 10:56 | commenti (1)

FORBICI - videopoesia

di Francesca Pellegrino

da "Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni"
editrice Kimerik 2009

musica di Gianni Donnigio Donvito

Amare è soltanto un aggettivo

C'erano poche cose sparse sul tavolo
cose di ogni giorno, tutti i giorni
naufragate agli occhi per finire
col perdersi la strada, ogni volta.
La tivvù, sempre, rigorosamente accesa.

Dicesti che il pane era poco
che mancava il companatico
che era scaduto
che la tovaglia era macchiata come al solito
che la frutta era vecchia del giorno prima
come noi, mele bacate col verme, dentro.

E ho finito col consumare cene sbagliate
tutte le sere della mia vita.
di FscaPellegrino | agosto 11, 2009 15:02 | commenti

A Mai

Lo dico in mezzo alla sete
nera di olive salate
nel piatto.
In mezzo ai denti stretti
di una fame di rosa puttana
pure sputata, struprata
tagliata
dal fondo buio delle tue mani.
Lo dico, amore
con gli occhi scavati
di fossa.
Che mancano stelle
amore. Mancano.
E mancano ancora.

Nouvelle cousine

Ho lasciato a macerare nell'aceto
un sogno
e aspetto di vedere come volano
se volano
le farfalle in agrodolce.
Nell'attesa, mi finisco l'unghia
della mano sinistra
messa sotto salelacrime
il giusto tempo, il tempo
giusto a renderla squisita.
E innaffierò di vino fino
a marcire silenzi
in crosta di pane. Azzimo.

Alkaseltzer

Mi sembrava di stare sopra i vetri con le parole.
Per questo ho preferito tacere
masticando un chewingum
arrotolato in tasca contro la dimenticanza.
Inutile dire che dentro fosse guerra aperta
e che quel silenzio me lo ritrovavo in bocca
come qualcosa che non hai digerito bene
la sera prima
e che ti fa il cuore piccolo la mattina sugli occhi.

29 Luglio 2009 - Festival "Il Montesardo"

Festival "Il Montesardo" Alessano (LE)

SCIROCCO
reading/concerto su poesie di
Abele Longo, Francesca Pellegrino, Carmine Vitale
Musiche a cura di Rocco De Santis (chitarra) e Doriano Longo (violino)


  da sinistra -  Abele Longo, Rocco De Santis, Doriano Longo, Francesca Pellegrino

 

        

      

Checkin d'alta quota

Tutto il santo giorno, piego carta
sospiro, costruisco aeroplani.
Ognuno ha un dettaglio
di più - un particolare
per volare sogni più alti.
Qualche volta, montagne di freddo
tagliano ali e i sogni
precipitano vivi
sulle pietre
               sotto.
Appena un grido, prima del buio.
Quell'aeroplano, quindi
lo finisco col fuoco.
per non farlo soffrire.

Una guerra

C'è una bomba che può scoppiare
da un silenzio all'altro
improvvisamente
e non so se riuscirò a governare
tutto quel buio, dopo. O quella luce.

Nostalgicout - Voce del verbo infinire

Certe volte mi capisco poco.
Come quella volta
che ho perso una scarpa
e ho conservato l'altra
in un posto speciale
con la cura, persino
di evitare la polvere
a invecchiare o scolorire.
.O.
Non ho più saputo
che farne dei passi
rimasti incollati a quel cuoio.
Oltre che biasimarli, s'intende.

Incipit del libro "Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni"



http://cid-b0accfa50036ad51.skydrive.live.com/self.aspx/AudioPoesia/incipit.mp3
Incipit del libro "Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni"
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Festival Il Montesardo - Tre serate

Palazzo Legari, Alessano (Lecce)
Festival Il Montesardo - Tre serate

28 Luglio - IL VALZER DI VITTORINO
Pièce teatrale di Abele Longo e Roberto Russo
Regia: Ippolito Chiarello
Voci recitanti: Ippolito Chiarello, Nadia Esposito
Musiche a cura di Cosimo Leuzzi (clarinetto) e Rocco Nigro (fisarmonica)

29 Luglio ore 20.30 - SCIROCCO  reading/concerto
su poesie di Abele Longo, Francesca Pellegrino, Carmine Vitale                                                               
Musiche a cura di Rocco De Santis (chitarra) e Doriano Longo (violino)

1 agosto, ore 20.30 - ALLO SCIROCCO SI FA IL CALLO
La poesia di Francesca Pellegrino
Reading dell’autrice
Musiche a cura di Rocco Nigro (fisarmonica)

 

Evento su facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=103616708279

Alzheimer

Gliel'ha detto lui alla terra
gliel'ha detto sottovoce
sotto le coperte
sotto
che le rapide, quando passano
attraversano
e fanno solchi
sempre più profondi

sempre più
               profondi

sull'intorno del naso
e fuori dalla bocca
ed anche nella voce
quando le cose cambiano
e non sai quando è successa
la fine.

Intanto che le parole
si sforzano di coprire inutilmente
quel vuoto.

di FscaPellegrino | luglio 13, 2009 15:13 | commenti (3)

Notturnando

l'Amore, l'Amore è come la notte.
Arriva sempre
anche dopo la giornata più lunga.
Magari insonne
sui passi storti di un ubriaco
per strada.
O felice in un sonno
che sogna d'Amore, l'Amore.
Magari buia
o di luna mezza o tutta
o con un sole a mezzanotte
che sfida
la lungimiranza delle stelle
Ma arriva sempre, l'Amore
l'Amore è come la notte.

Collezione estate-inverno forever

Indosso sempre
un vestito di vetro nuovo
aderentissimo.
Traspaiono perfettamente
le pieghe che fa l'anima
quando ingoio tutte le consonanti
della solitudine. Senz'acqua.
I vestiti smessi di ieri
li conservo frantumati
nel solito cassetto.
Quello senza il fondo
e con i sogni rotti anch'essi
dentro.

Tutto il mondo intorno a te

Può darsi che non serva
rincasare prima per eccesso di zelo

controllare che non manchi nulla
negli stipi
che i notes sul frigo
non se li sia portati via, il vento.
La segreteria, la mail
la cassetta delle lettere
e sincerarsi che sia ancora integra
la figura nello specchio.

Pur di sentirsi un pezzo
anche inutile - di qualche cosa
Come a casa.

Può darsi che non serva, ma
non credo che uscirò questa sera.

Hiroshima

La mia fica
è una ferita sempre aperta
che puntualmente caccia
sangue - inutilmente sangue
e che mai
non cicatrizza mai.
La stesso lavoro
che fa la boccamia
con la ruggine intorno al silenzio
da curare.
Il resto sono solo schegge
d'implosione.

Tutto il mondo di Bruna

Bruna chiudeva le tapparelle
quella volta
ed il sole si faceva piccolo
dentro casa. Risolveva
inventandosi la primavera
sulla ceramica.
E puntualmente
erano fiori. E figli.
E amore.

Vetri

In origine eravamo il vetro
dello stesso bicchiere
quello vuoto
messo su un lato del tavolo
in mezzo alle cose inutili
che ci allontanano.
Persino le briciole
le ho viste prendere la fuga
approfittando di un vento
capitato per caso
nei consigli per gli acquisti.
Non sono più tornate.

E' caduto anche il bicchiere.

Io ho tentato la stessa cosa
ero in una stazione, nel mondo
straniera degli altri
e con la religione del silenzio
nel cuore.
Essere altrove era come restare
e sono tornata
ho spento la tivvù
sistemate le cose sul tavolo
e versate due lacrime
in un bicchiere
casomai la sete, la notte.

Guardiole

Quasi che si raschia la gola
tutti quei pensieri
e il posacenere da svuotare
poi,
ad ogni cambio d'ombra
per il freddo

Contemplo
un solo silenzio alla volta
sentinella delle cose
perse
fino a sognare
l'abitudine al sonno
persino.

Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni - presentazione libreria Ubik (Napoli)

Cop4Presentazione del mio libro
Dimentico sempre
di dare l'acqua ai sogni

venerdì 19 giugno 2009 - ore 18.00

c/o LIBRERIA UBIK NAPOLI
via benedetto croce, 28  - Napoli

per informazioni
Telefono: 0814203308
E-mail:
virginia.rossi@ubiklibri.it 

LibrAria - Rivista di arte e letteratura contemporanea

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