Francesca Pellegrino

Dimentico sempre di dare l'acqua ai sogni

Ci sono inverni che non passano mai

quando Tina perse il figlio

Tina che l’ultima guerra
la fece coi sassi
contro Dio
per il Giacinto appassito
del suo giardino.
E neanche era inverno.

Silvia non lo sapeva

Silvia quattro dentini
una finestra che aspetta angeli 
e un papà
cornice d'ottone e margherite
bianche
sul letto a fianco ai sogni
di FscaPellegrino | maggio 21, 2008 00:10 | Link | commenti / commenti (pop-up)

spiccioli diversi

Questa che ho sulla bocca
è una tasca bucata. E vuota.
Mi resta sempre
soltanto il rumore che fanno
per terra
quando spicciolano sole
le parole che ho perso.
di FscaPellegrino | maggio 18, 2008 19:56 | Link | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)

luci spente omissis

Intanto conto spore
dappertutto
e Volo lampadine spente
sperando Di
sperando un po' di Luce e
chissà come fanno l'Amore
le Falene al buio.
di FscaPellegrino | maggio 14, 2008 10:24 | Link | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)

desertazioni fine corso

I passi indietro
si distinguono da tutti gli altri
- io li avverto dal respiro -
è felpato
come di pantera
nera. Non si sentono
se non col cuore.
A volte sono una parola
se non addirittura un silenzio.
Mi è capitato di sentirli
persino lontana metri e metri
dalla mia solitudine.
E mi ci sono trovata in mezzo
come schiacciata
che a stento respiravo.
I passi indietro sono quelli
che non si guardano mai le spalle.
Invero non guardano neanche davanti
semplicemente sono ciechi
e procedono con le mani
a scansare il peso del buio.
Come qui
che non è più neanche una casa
questa
ma volumetrie instabili
cui mancano le finestre
e dove le porte sono sempre
tutte sole. E chiuse.
di FscaPellegrino | maggio 11, 2008 23:15 | Link | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)

Forbici

E queste sono le cose che
sono e non me ne accorgo
un quaderno aperto e
pagine bianche bruciano
gli occhi come il sole
sui terrazzi e
deve pur esserci una qualche
finestra in questi dove.
E allora è mattina
metto una maglia rossa
col collo bello
un giro di phard che non guasta.
D'altra parte mi prendo
in giro anche peggio
Mi sveglio. Mi lavo. Mi vesto.
E provo a starmi buona sulle gambe
forbici che apro
un passo
e poi un altro ancora e
il più delle volte
mi ci taglio in mezzo e
cazzo se si è fatto tardi.
Anche oggi. Le luci
sono già tutte via.
Tutte via. Mi appunto un parola
sulle labbra e mi dimentico
di morire un'altra volta.

di FscaPellegrino | maggio 08, 2008 14:45 | Link | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)

Falene isteriche

Ce n'è da dire
quattro facce ubriache mantengono ferma
la luce ad un lampione.
Me ne sto ferma isterica io
ed i miei due mazzi di carte.
Tutti a fiori e silenzi.
Scommetto che nessuno rilancerà la mano
che poi la mano fissa
è quella che mi lascia
un filo d'ombra
e l'iride libera appena aperta
per roteare.
Me ne sto lunatica
peccato solo
per questa mezza lacrima
bagnata che se ne piange da sola
il destino dei poveri
due soldi bucati in canna
e uno sparo da partenza in prima linea.
Che neanche nessuno è il vincitore.
Poi - capirai -
non gliene frega niente
neanche a quella cicala stanca
appollaiata in mezzo al prato
che impazzisce nei
silenzi della controra.
Mentre
un ciclo da pazzi
mi ricorda il buio da estinguere
falena che annaspa brividi
e sangue.
Ce ne sarebbe da fare
senza.

di FscaPellegrino | maggio 07, 2008 11:13 | Link | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)

sVelando

Ci sono scogli e queste onde
sbattono e spingono
schiumando sorsi di sale
alle labbra. Abito tempeste
che traboccano il cuore.
sVelando
in mare aperto.
di FscaPellegrino | maggio 06, 2008 15:25 | Link | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)

KEN

Ho messo la cravatta

mica per niente

è che non voglio più il coraggio delle lacrime.

E mi faccio figlio

che le madri ne sanno sempre troppo.

E le donne pure.

Butto le carte per terra e

non stiro più le camicie.

Neanche le lavo.

Che poi le donne non lo sanno neanche loro

quello che vogliono

comprano vestiti nuovi e perle e

vanno sempre a farsi i capelli belli

per i maschi. Ma neanche

se ne accorgono se la faccia è la stessa

Stramaledettissimamente perse

dentro il vizio della polvere. Negli occhi.

E il misero destino dell’acqua da asciugare

piangendo l’amore delle bambole

per tutta la vita.

Che poi se ne vanno a partorire

chi ne bugiarderà un’altra

neanche fosse la guerra dei pazzi.

Ma oggi ho messo la cravatta

e mi sento proprio bene

senza tutto quel vetro intorno.

E il cuore dentro.

di FscaPellegrino | maggio 04, 2008 21:14 | Link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)

l'Enunciato - Ovvero la mia prima Pubblicazione

La coordinatrice della collana promozionale "Donne in poesia" Elisa Davoglio, ha selezionato la mia raccolta "l'Enunciato" e "l'arte del bersaglio" di Lujba Merlina Bortolani.

Le due plaquette promozionali di 16 pagine l'una in formato A6, edite dalla Libraria Padovana Editrice in collaborazione con la Chelsea Editions di New York, verranno inviate a critici, riviste ed editori.

La presentazione  verrà effettuata presumibilmente verso la metà del prossimo mese di giugno a Roma.

http://www.literary.it/info/news/donne_in_poesia.html

di FscaPellegrino | aprile 28, 2008 22:38 | Link | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)

Privazioni

Tengo aquiloni in ostaggio

giù nella mia cantina.Almeno

fintanto che avrò 

denaro sufficiente a pagarmi

il riscatto.

Ogni tanto scendo

e lascio un sorso di vento

vicino alle loro catene.

E vado via

solo quando hanno smesso la sete

Con la coscienza pulita.

di FscaPellegrino | aprile 28, 2008 16:43 | Link | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)

La moglie del silenzio è sempre incinta

La fuga da qui
è un viaggio che ha inizio
e fine
dentro il mio letto
con me che dormo impasticcata
di noia
ed un bamboloccio con un occhio
cavato
che mi guarda fisso
fisso.
Senza dire una sola parola.
E allora capita che la sera
mi cadano a precipizio
le ore
con una SenzaNaso
che se la ride sotto
i baffi
a precipizio
che neanche più ci provo a
fermare l'urlo che ho dentro.
E mi trema il sangue
dentro la voce
in sordina
insieme alle lacrime ingoiate
di ieri
che hanno fatto i figli
intanto
e preparano il pranzo
della domenica.
Col vestito nuovo addosso.


di FscaPellegrino | aprile 25, 2008 17:22 | Link | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

La felicità mi è costata una mano. E due occhi

Potevo fare la brava
e starmene buona
sulla mia sediolina
con i disegni stampati sopra.
Papaveri e farfalle.
Ma non mi hanno resistito le dita e
sono stata cattiva
volevo giocare
a fare la formica sul tavolo
e prendermi
tutte le briciole di pane. Tutte.
Poi
che ancora non mi erano
sazie le labbra
ho anche annegato una mano intera
nella marmellata.
Aveva il colore del sole
e a me il sole fa venire
gli occhi felici. Gli occhi
felici.
Che poi
quando mi ha vista la mamma
me ne ha date di santa ragione
ed è stato solo buio
per giorni interi
per me e le mie sole cinque dita
sporche.
Ancora salve.
di FscaPellegrino | aprile 23, 2008 21:11 | Link | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)

Fragile

Alla fine
questi occhi
sono tutto ciò che resta.
Sanguinano ed io
vado col dorso della mano
che quasi non se ne accorge
nessuno.
Non vorrei mai sporcare
la camicia nuova
bianca
di queste ore bianche
stanche
che se stringo le pupille
mi sto lontana luce
stella bruciata
cenere.
Come in uno specchio
che s'inverna
freddissimo
un po' incrinato a sinistra.
Proprio sul cuore.
E per favore
non venitemi a dire
delle soglie sveglie d'attese
figlie di una foglia che cade
vergine e rossa.
Come la bocca di una puttana.
Perchè la parola
fragile
mi si rompe sempre
in mezzo alle labbra
per poi andarsene
dove era prima di adesso. Fredda.
Anzi freddissima.
di FscaPellegrino | aprile 22, 2008 00:05 | Link | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

Gli occhi rotti fanno acqua da tutte le parti

Non c'è ragione. Non c'è
buio a dirotto che aspetto.
Una volta pensavo
che questa cosa nelle mani
fosse cosa viva.
O forse mi è solo fuggito via
l'ultimo minuto sotto gli occhi
veloce che poi
più nulla è stato.
E continuo
anelli di fumo, occhi rotti
e un sasso che lancio
nell'acqua. Ero bambina.
Forse l'orizzonte
ha solo cambiato rotta. Solo quello.
Ma è da allora
che aspetto
un cerchio. Che aspetto.
Poi la sveglia
che suona e non c'è tempo
per il caffé.
Bisogna correre
minuti persi dietro i vetri.
Infrangibile assenza.
Qualcuno piange senza occhi
non ho il tempo di bere, fare
baciare.
Chi mi ha cucito le labbra
lo ha fatto coi silenzi che dispero
dormendo.
La sveglia ancora. Il buio
non sa attraversare bene
la strada. Eppure
una volta era carne
questa plastica.
di FscaPellegrino | aprile 17, 2008 20:49 | Link | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

Acqua Bruciata

Sapessi la sete
che asciugo alle labbra
mani che ingombro di niente
e poi la notte sulla notte.
Fino alla fine del sonno.
Su un fianco che
sogni rifrangono stelle.
Che sogni sanno di pelle
bruciata. Rugiada
che bacio d'inferno
a morire di niente
Di niente.
Amore che fiumi di vene
il cuore che spacca.
Goccia nella goccia
diluviando la foce
che ho perso. Bagnata.
di FscaPellegrino | aprile 14, 2008 09:05 | Link | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)

Lacrima di riso in salsa jazz - di Stefano Turi

Lacrima di riso in salsa jazz - di Stefano Turi

www.stefanoturi.splinder.com/

coriandoli d'erba e un percorso
impreciso verso il quale scagliarsi:
destino di nuvola ai tuoi piedi
piove
forse fuori
piove il cielo si capovolge in assenza
di gravità e questa notte
avrà comodini non abbastanza
sicuri a sorreggere
palpitazioni

ma non è tempo -ancora
come vedi
non c'è spazio tra le matite
colorate dimettono sogni
in avanzo
di pasto dall'infanzia
e ricordo ben poco
delle fotografie o degli arcobaleni promettendoci
..quante speranze affusolate in una
stretta di mano
in un bacio
un addio -ecco
sto parlando di te

nebbia che bevi pensieri
che hai trascinandoci collo spezzato il mento
già prenotato tra i palmi -ad ogni modo
ciascuno nel proprio maglione
di freddo e l'inverno l'inverno
a scucire
cicatrici di sole e indolenza
per i calendari

..non avessimo regole
da rispettare..


tra le foglie
blaterate dal vento
ti sorrido con gli occhi
l'ovvietà di un arrivo.

 

di FscaPellegrino | aprile 07, 2008 21:13 | Link | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

ViniLe

C’è da risistemare

l’ennesima gamba di una sedia

la seconda a destra appena entri in cucina.

Non funziona più bene

anche quella si è rotta.

L’ho capito quando mi ci sono seduta

e a momenti cadevo

sui vetri. Per terra. E ho gridato

con tutta la bocca che avevo.

Era paura. Ma anche la bocca

era una bocca che non funzionava

perché per quanto gridassi

non mi ascoltava nessuno.

E adesso dovrò riparare anche quella.

Adopererò la colla in vinile che ho nello stipo

sempre in cucina, appena un dito sopra i vetri.

La stenderò col mestiere della solitudine

lascerò asciugare ed asciugare

e poi giocherò con le labbra come facevo

una volta, con la colla sulle mani.

E riderò a crepapelle.

di FscaPellegrino | aprile 04, 2008 11:22 | Link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)

Fintanto che silenzi

Il fatto è

che mi si è incagliato l'inverno tra i capelli

ed ho bisogno di silenzio

per togliere via tutti i nodi in testa.

Tanto che intorno a me

ogni cosa è diventata un punto:

il vaso con quei fiori secchi

e dentro acqua vecchia di un secolo

E  le tende

Ed anche le penne in giro per casa

Ed i fogli bianchi

Ed ogni sedia dove staziono

le fughe di domani - che per adesso non se ne parla -

E poi, anche tutti i presenti

quelli che mi stanno ad un passo

e a volte mi sfiorano, annusandomi.

Quelli che sento blaterare l'inutile

e che poi, smettono. O forse

sono solo io che mi assento. Silenziando.

Questo è ancora un segreto.

di FscaPellegrino | marzo 31, 2008 12:04 | Link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)

Il silenzio doloroso delle porte

La porta che mi sta alle spalle
è una porta inutile
aperta ed inutile.
Lo so, perché il cuoio dei tuoi passi
è come il silenzio
un’assenza che suda i contorni
e poi resta.
Come a dire che se mi voltassi adesso
tu non ci saresti.
E il delitto vero
sarebbe omettere l’esistenza senza vita
di questo cappotto sul letto.
Una volta
ci stavo perfetta, dentro.
Sembravo la donna più bella del mondo.
Ora, non lo riconosco più
maculato – ansia e sudore – insieme.
E poi
quel buco inaspettato sul petto
che forse fu una parola di troppo
l'ultima prima dell'addio
o tutte quelle chiacchere prima
- lo sai che ti amo, lo sai? -
Oppure soltanto uno sparo.
Solo uno sparo.
E adesso
davvero non so che farmene
di un cappotto bucato.
Anche una toppa sopra
sarebbe inutile.
Anche una toppa.

di FscaPellegrino | marzo 17, 2008 21:20 | Link | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)

Girasoli al buio

Metto sempre un vaso zeppo di fiori rossi
sul davanzale - dicono che
tenga lontane le zanzare -
e la notte
d'estate se ne può anche morire.
Intanto dentro è tutta aria consumata.
Tu che non mi guardi. E non parli.
Potrei anche essere quella che vuoi tu
e non te ne accorgeresti.
Mi perdonerai mai, per questo?
Siamo sole io e la mia mano
Non reggo neanche più
il peso di questo bicchiere di vino
(che dimentica)
Ho finito col lanciartelo contro.
Ma sono riuscita soltanto
a sporcare il muro
ed i vetri invece
mi sono finiti proprio al centro del cuore
(ancora non rimargina)
E sul muro
poi ci ho messo un bel quadro
vetri che non fanno più male
ed i girasoli di Van Gogh in bella vista.
Dovrò ricordarmi di chiudere le tende
la prossima volta. Decisamente.

di FscaPellegrino | marzo 05, 2008 10:58 | Link | commenti (15) / commenti (15) (pop-up)

i Pazzi lo hanno sempre saputo

Probabilmente
sono stata vera soltanto quel primo giorno:
quando ero un grido. E basta.
E di tutto il resto che è stato
non ho mai capito niente.
Ho sbagliato sempre tutto.
ad ogni alba, ad ogni minuto di ogni ora.
Da secoli.
Ero convinta che una mano
un piede
i miei stessi occhi
o fosse anche uno solo dei miei capelli
mi appartenesse.
E ci ho creduto davvero
perché in fondo nelle mie periferie,
ci stavo anche bene.
Avevo il mio buco di terra con un osso di cane dentro
un casa piccola e piccole cose da niente. Mie.
un divano, una lampada, un piatto dove mangiavo.
E piccole stanze
dove però non
ricordo di essere mai entrata
così come non ho mai mangiato sempre in quel piatto
o acceso la lampada.
Solo di rado
ho sgualcito il divano, questo si.
Ma solo di rado, però.
di FscaPellegrino | febbraio 24, 2008 19:30 | Link | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)

Niente di personale. Solo cose.

Ho fatto l’inventario del mio cassetto

e sotto la polvere ho trovato

la cera sciolta di un vecchio paio d’ali

- le indossavo che avevo

le ginocchia sempre sbucciate e

le trecce sfatte. Di sudore -

un lego che non trovavo più

e la foglia fermapagina di un girasole

Quella si ricorda di ogni santo giorno.

Perso.

In un angolo

nascosta che quasi non si vedeva

c’era una porta

chiusa

che forse era la mia casa.

Solo che la chiave non c’era.

E poi fogli

che avevano il colore vuoto delle mie mani

e tutti i miei anni in un gomitolo

di spago sfilacciato - un rosario di nodi -

con in bocca

un pettine coi denti rotti.

Ma neanche quelli

c’erano.

di FscaPellegrino | febbraio 18, 2008 21:48 | Link | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)

Aquiloni bucati

La mia vicina vede tutti i miei panni stesi

quindi sa tutto di me.

E vede che ho mollette fradice

appena appese

e fili che non tengono più (nessuno)

con una guaina attorno tutta scorticata

e sudicia.

Per questo, spesso e volentieri,

le mie cose cadono

ed eventualmente, io

farei anche a meno di recuperarle

tanto non sono mai state mie

per davvero.

E vede anche

che a volte il bucato lo scordo

giorni e giorni d’aria e polvere

camicie tutte mitragliate di fango

che qui piove spesso e male e

neanche si respira, quasi

neanche più si parla.

E se mi incontra sul pianerottolo

prima mi guarda strano

e poi mi consiglia di  leggere attentamente

le avvertenze. A buon rendere.

di FscaPellegrino | febbraio 08, 2008 17:59 | Link | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)

Siamo soldatini con il cuore di piombo


Alla fine

si gioca a soldatini tutta la vita.

Ne ho uno con l’elmetto in testa un po’ inclinato

sembra quasi che la guerra la voglia disertare

e se cammina

lo fa con le gambe di legno sul campo minato.

L’altro è uno

che il fucile ce l’ha sempre puntato. Contro.

Mi guarda fisso il cuore con l’occhio chiuso

anche se

gli trema la voce quando è solo

e neanche respira

per paura dei miei indici armati.

Anima e Piombo.

Alla fine

anche i soldatini se ne vanno a dormire

e lo fanno aspettando una notte

che arrivi con le mani a spegnere le luci.

Che forse domani è. L’ultima Guerra.

di FscaPellegrino | febbraio 02, 2008 16:47 | Link | commenti (14) / commenti (14) (pop-up)

La fame non ha mai denti buoni

E' la stessa storia di sempre
e non se ne esce.
Ne ho quasi vergogna
come parlare che a volte
è un vizio inutile.
Per questo mi rattristano
non poco
queste mani composte sul tavolo
una candela tutta consumata
e al centro
due  olive nere nel piatto.
Le stesse di ieri, solo più magre
una per te ed una per me.
E poi silenzi
per mangiarne una settimana intera.
E mi dispiace moltissimo
saperci imbalsamati
sulle nostre grucce regolabili
digiunandoci parole.
Sembriamo due cappotti smessi
da qualcuno più grande di noi.
Ed io l'ho capito
che il mio non mi sta mica bene
sfiorisce male sulle ginocchia
facendomi più alta
di come poi non sono.
Mai stata.

di FscaPellegrino | gennaio 29, 2008 00:08 | Link | commenti (13) / commenti (13) (pop-up)

EXIT

 

l'omino incensurato non aveva gambe
non aveva occhi. senza naso.
batteva cassa ogni mese
un bastone, per l'amor di Dio,
per terra, tre volte
trecentoeuro di interessi
e conviene pagare sull'unghia pittata
rossa e notti bianche sul cuscino
pregando. ma non voleva finire.
di tagliare freddo, il vento
ci supera sempre di mezzo metro
e si volta ridendo. una iena che dorme
sul fianco destro non la smette di urlare.
non la smette.

allora, una madre.
una che non si arrende ma non parla.
un marito di la' che aspetta nuvole
da cadere e novantesimo minuto. tutti zitti.
e cantava ninnananne come meglio poteva
lei, passi rotti e cicche da mendicare
dove i papà attendono cicogne e
la fame, da nascondere nei pugni.
una porta rotta
un altro buco da nascondere
dietro persiane abbassate
un esercito di figli
che la guerra non la smette di sfinire.
non la smette.

ed erano giardini di sete
una figlia che correva freddo di biciclette
gambette corte e un sogno di trecce
nei viali di sabbia che risaliva.
ed intanto qualcosa che cambia
la fa donna, nelle dita mangiate di sempre
sempre la stessa fame da disperare
troppo corte le dita per tirare funi
e sbagliare il tiro. ogni volta
piccole storie di una vita
una voce che non è la prima volta
che sputa. e neanche l'ultima
- non ho più un soldo bucato -
e la sete non la smette di appassire
non la smette.

di FscaPellegrino | gennaio 22, 2008 16:12 | Link | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)

Finisce sempre che la guerra non la vince nessuno

Poi

hanno smesso di sparare tutti i cannoni

e sui balconi delle case

le bandiere sembrano coriandoli bianchi.

I vetri però

sono ancora sporchi di pioggia.

Anzi, se guardi bene

tutte le cose sembrano sporche.

Anche le rose che ho appena gettato via

avevano i petali lividi e la gola secca.

E’ finita la guerra

che quasi non se n’è accorto nessuno.

Neanche quella donna

che se ne sta tutta infeltrita

a ricamare nodi di noia.

Con le dita.

 

di FscaPellegrino | gennaio 10, 2008 17:33 | Link | commenti (21) / commenti (21) (pop-up)

Questo treno non è un film

Ho venduto l’oro

che strangolava l’anulare

 

Al banco dei pegni

l’omino cercava col lanternino

dove fosse la fede

 

gli ho detto

che andavo a cercarla

in stazione

tra pali battuti di ferro

e righe di rotaie da sniffare

 

ma l’orologio

(si, di quelli impiccati al soffitto)

segnava l’ora fratto zero

come il freddo del mio cappotto

nero pellicola

 

e del treno

ho fatto in tempo a vedere

il culo rotto

di una vergine

sull’altare d’altri tempi

 

e

credetemi se vi dico che ridevo.

 

La Karenina

ha perso il treno.

da ----> Polaroid 17 - eBook.pdf 

di FscaPellegrino | gennaio 09, 2008 12:48 | Link | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)

La solitudine è una bestia che parla da sola

brano "Cancion Triste" - New Flamenco

 

Ci sono posti

dove le parole non amano stare.

Non di meno amano sostare

gli angoli insonni delle labbra

Ed i silenzi

li abita un fantasma tutto vestito di bianco

con la faccia bianca

e gli occhi bianchi.

E poi anche il cuore

tutto bianco.

Che poi, a me,

prende una paura che trema nei denti

a spergiurare un mattino che arrivi subito e

mi faccia luce dove non so più le mani.

Ecco, in quei posti

le parole precipitano giù da sole

senza paracadute

Ed io le ascolto. Tutte.

E mi dicono di tutte le cose che non sono mai stata

delle cose che non ho mai avuto

E mi dicono anche

chi ho paura di diventare dentro tutto questo silenzio

che mi fa toccare gli occhi dentro gli occhi.

Sempre i miei.

Come se non sapessi nulla della sete

che mi sveglia ogni notte

e dormissi il sonno di qualcun altro.

Chissà dove.

di FscaPellegrino | gennaio 01, 2008 16:57 | Link | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)

lesionaRia

di quando ci sono e

un vetrino di pioggia

è una luna che abbaia puttana e

non morde e sono le quattro

a quattro zampe

in petto all'ultima delle montagne

in culo alla notte e

non c'è niente oltre

una tenda calata per caso

velluti neri e

un sipario di passi

da nascondere bene di quando

ci vorrei stare

chilometri di sabbia tutti in fila e

ad attendermi neanche una mezzastella

di caviglie rotte che cada

si tiene per un dito solo

ma non cade - bastarda - e

il tempo che perdo è

una striscia bianca in testa e

vado di ammoniaca e colori

ma niente poi torna e

non cade mai quella di quando non sono e

gli occhi sono piastrelle bucate e

boiacca che cola fiumando bianca e

torno a sotterrare l'osso in cucina

tanto non si apparecchia neanche stasera e

di quando vorrei ma non posso lasciarmi

domeniche dietro e

i giorni non tornano mica per niente

per niente più niente di quando

non so più neanche il mio nome

e mi vado cercando

negli angoli inculati di buio

di quando potrei ma non posso

più vivere

di FscaPellegrino | dicembre 20, 2007 18:27 | Link | commenti (16) / commenti (16) (pop-up)

Oui, c'est moi!

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